L’importanza delle prevenzione nei casi di prediabete

Saggio della Poteina Serica Glicata (GSP) nei casi di prediabete

Il prediabete è una condizione clinica caratterizzata da livelli di glucosio plasmatico superiori a quelli considerati normali, ma non così elevati da permettere la diagnosi di diabete di tipo 2. Sono definiti “prediabetici” i soggetti che rispondono a diversi criteri diagnostici. Tra questi, alterata glicemia a digiuno (impaired fasting glucose, IFG), alterata glicemia dopo carico orale di glucosio, (impaired glucose tolerance, IGT), emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 5,7 e 6,4% (39-46 mmol/mol).

Diversi studi clinici hanno più volte evidenziato come soggetti con prediabete presentino un incrementato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto ai soggetti normoglicemici.

Da queste considerazioni, si evince l’importanza di eseguire una precoce diagnosi di prediabete al fine di attuare strategie mirate per la prevenzione del rischio di sviluppo di diabete e malattie cardiovascolari.

FRUTTOSAMINA E ALBUMINA GLICATA

La fruttosamina e l’albumina glicata sono molecole che si formano dal legame degli zuccheri con le proteine del siero ( in gran parte Albumina) in condizione di iperglicemia cronica o di picchi iperglicemici rilevanti, attraverso il processo di glicosilazione. Fruttosamina è un termine generico che indica tutte le proteine glicate presenti nel plasma, tra cui ovviamente anche l’albumina glicata , che ne rappresenta la quota maggiore. Il dosaggio della Fruttosamina è meno costoso e più semplice da eseguire rispetto a quello dell’HbA1c  e misura il totale delle proteine glicate e la percentuale di albumina glicata nel siero.  La fruttosammina e l’albumina sono indicatori a breve termine di omeostasi del glucosio;infatti forniscono informazioni sui livelli di glucosio nel sangue nel corso delle precedenti 2-4 settimane

L’albumina glicata si forma per reazione non enzimatica post-traduzionale tra l’albumina e il glucosio, e la sua misura riflette la glicemia media delle ultime 2-3 settimane antecedenti il prelievo. L’albumina glicata, a differenza dell’emoglobina glicata, può essere misurata sul siero o plasma anche in pazienti con anemie o emoglobinopatie, o con insufficienza renale, in alternativa all’emoglobina glicata, che non è utilizzabile in queste particolari situazioni.

AG: MARCATORE GLICEMICO A MEDIO TERMINE

Rispetto a HbA1c che è un indicatore glicemico a lungo termine (circa 120 giorni), AG è un indicatore glicemico a medio termine, poiché riflette la vita media dell’albumina (circa 20 giorni). Questo significa che, rispetto a HbA1c, AG può indicare precocemente sia un miglioramento, che un peggioramento del compenso glicemico di un paziente ed è quindi utile in tutte quelle condizioni che richiedono un controllo a breve termine dei cambiamenti della glicemia, ad esempio dopo l’inizio o la modifica di una terapia.

L’AG può essere considerata anche un importante elemento predittivo di rischi in casi di diabete di tipo 1 e 2, così come durante la gravidanza.

  • Il metodo Gesan elimina le imprecisioni causate dalle proteine non glicate riducendo le sostanze che interferiscono con il metodo NBT della fruttosammina
  • Il test GSP di Gesan utilizza la specificità dell’ossidasi del fruttosil-amino per eliminare le interferenze più significative
  • Il metodo enzimatico Gesan è più affidabile e specifico di ogni altro metodo non enzimatico NBT della fruttosammina
  • User friendly con strumenti specifici (Chem 200 & Chem 300 plus & Chem 400) con la possibilità di personalizzare le confezioni
  • Parte dei marker speciali Gesan per il diabete
  • Viene offerta un’ampia gamma di parametri per altri strumenti per facilitarne e semplificarne l’implementazione

 

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